Il Network Marketing è Legale?

Aggiornato il: mag 6


Troppe persone pensano subito a truffe o comunque a situazioni poco chiare sentendo parlare di Network Marketing, per colpa di spiacenti manovre truffaldigne di aziende del passato. In Italia il Network Marketing è legale ed è regolato dalla Legge 173 del 17 Agosto 2005, che disciplina la vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali.




Non sono un esperto in materia legale, fiscale o contributiva ma per fortuna questa legge è chiara, cioè differenzia le attività serie di network marketing da quelle dei sistemi piramidali.


I Sistemi Piramidali illegali, catene di Sant'Antonio o schemi ponzi, sono invece sistemi fraudolenti, in cui non esiste un vero obiettivo di commercializzazione di prodotto, e, come recita il testo di Legge, “il guadagno si configura unicamente attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone”.


Infatti per entrare nel sistema si devono versare somme di denaro e per alimentare lo stesso sistema si devono trovare ed inserire altre persone che a loro volta verseranno somme di denaro.


Per quanto riguarda la fiscalità:

Spesso sento domande come, ho già un lavoro, ho una partita Iva con questo nuovo business i guadagni faranno cumulo con gli altri redditi?


No assulutamente adesso ti spiego meglio.


Secondo alcuni esperti commercialisti, fino a 5.000,00 € (cinquemila euro) di incasso nell’arco di un anno solare, l’attività di network marketing può essere considerata “occasionale” e non necessità di alcuna formalità: i redditi vengono tassati attraverso una ritenuta del 23% alla fonte calcolata su un imponibile del 78%.


I redditi percepiti da attività di network marketing, dunque, non fanno cumulo con altre entrate del contribuente.


Superati i 5.000,00 € netti per anno solare, l’attività comporta l’obbligo di apertura della Partita IVA ed emissione di fatture di provvigioni (oltre al versamento dell’IVA nei regimi ordinari) e l’iscrizione alla gestione separata INPS.


E’ interessante sapere però che anche oltre la soglia dei cinquemila euro annui il contribuente non sarà soggetto all’obbligo di dichiarazione dei redditi e dovrà presentare dichiarazione IVA in forma autonoma, applicando comunque una ritenuta del 18%.

La ritenuta è del 17.94% (per comodità diciamo 18%), ed essendo trattenuta alla fonte non sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.


Altra informazione molto importante, per chi vuole cominciare a svolgere l’attività di network marketing, è che i guadagni percepiti dal network marketing non fanno cumulo con altri redditi.


Alcune domande frequenti sulla fiscalità:


L’attività può essere svolta come secondo lavoro?

Un lavoratore subordinato può svolgere questa attività senza restrizioni (al di fuori dell’orario lavorativo aziendale), mentre i dipendenti pubblici devono valutare con il proprio ufficio competente la compatibilità dell’attività di incaricato alle vendite con il posto di lavoro.


I pensionati possono svolgere l’attività?

Per i pensionati, è necessario controllare i minimali di riferimento e l’incidenza delle provvigioni derivanti dall’attività di incaricato alle vendite sull’erogazione della pensione. In caso di pensione di reversibilità unita a quella personale, si può perdere la quota derivante dalla reversibilità.


Come è regolato il rapporto di lavoro con l’azienda mandante?

Gli incaricati ricevono una lettera di incarico per l’inquadramento societario, da parte dell’azienda mandante, oppure possono concludere con la stessa un contratto di agenzia.

Nella lettera d’incarico o nel contratto di agenzia che regola il loro rapporto, devono essere sempre specificati per iscritto diritti e obblighi ex Legge 173 del 17.08.2005


Indennità, esclusiva e preavviso di fine rapporto

Gli incaricati alle vendite dirette non ricevono indennità per la clientela, non hanno alcuna esclusiva, né un periodo di preavviso per lo scioglimento dell’incarico. Il rapporto può essere interrotto in qualunque momento sia dall’incaricato che dall’azienda, senza alcun preavviso, semplicemente inviando una raccomandata con avviso di ricevimento.


Gli incaricati possono ricevere una retribuzione fissa o uno stipendio fisso?

Nò, la loro retribuzione è in forma di provvigione, quindi può essere ogni mese variabile, ma che non può comunque mai essere una retribuzione fissa.

È utile ricordare però come possano essere riconosciuti dall’azienda, bonus per il raggiungimento di obiettivi di vendita.


Sono soggetti ai regimi dei minimi?

Non sono soggetti ai regimi dei minimi, non hanno bisogno di vidimazione dei registri.


Devono svolgere la comunicazione IVA CEE?

Devono svolgere la comunicazione IVA CEE solo se l’attività è  abituale e con provvigioni oltre i 25.000 euro e hanno lo spesometro se dotati di partita IVA.

Sono soggetti all'IRAP?

No,gli incaricati non pagano l'IRAP ma non godono di detrazioni IRPEF, inoltre dovrebbero evitare detrazioni IVA.


Devono versare i contributi previdenziali?

Soltando se l'attività è individuale ( se superano i 6.410 euro di provvigioni lorde nell’anno solare) versano i contributi INPS del 32.72% (ridotta al 24% se si ha già una posizione INPS aperta) calcolati sul 78% delle provvigioni.





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