Mercato tradizionale vs Network Marketing

Abbiamo parlato in altri articoli di un nuovo sistema di distribuzione che fa del consumatore il proprio fulcro portante: un consumatore che da "passivo"diventa "attivo" grazie all'opportunità di guadagnare e trarre diversi benefici dalla promozione del prodotto.


Ma come funziona questo meccanismo?




Per capirlo, bisogna analizzare il mercato nel quale è inserito, che non si basa più sull'industria come nel mercato tradizionale, ma sull'informazione.

La rivoluzione industriale rovesciò l'economia precedente, portando i contadini ad abbandonare le campagne per trasferirsi in città a lavorare come operai nelle fabbriche.


Per tutto il secolo scorso, i grandi brand hanno dominato il mercato proponendo al consumatore i loro prodotti, invogliandolo con pubblicità sempre più raffinate e convincenti. I produttori erano la parte "attiva" che immetteva il bene sul mercato e, i consumatori la parte "passiva" che lo comprava.


Ma con l'avvento di internet questo rapporto si è rovesciato: il consumatore ha oggi accesso a una quantità enorme di informazioni che lo hanno reso più cosciente, critico e selettivo; allo stesso tempo ha la possibilità di acquistare ciò che vuole in tutto il mondo, scegliendo tra i competitor internazionali di ogni brand.


Nella vecchia economia l'attività svolta dalle industrie aveva come obiettivo l'efficienza, e per ottenerla l'impresa veniva gestita in modo gerarchico, con un direttore generale che impartiva ordini ai manager che a loro volta controllavano gli operai.


In questo nuovo periodo economico, invece, ci si basa sulla Rivoluzione Digitale e sulla gestione delle informazioni, e non basta più che un'impresa sia efficiente per essere competitiva sul mercato globale.


Pensaci: cos'hanno in comune oggi le più grandi aziende del mondo? Amazon, Facebook, Airbnb... Su cosa fondano il proprio business?


Semplice: sulla condivisione di beni, di servizi e di informazioni.

-Amazon, la più grande piattaforma di vendita al mondo, non vende prodotti propri (tranne poche recenti eccezioni);

-Uber, la più grande piattaforma di taxi al mondo, non possiede auto proprie;

-Airbnb e Booking, le più grandi piattaforme di alloggi e hotel al mondo, non hanno camere d'albergo;

-Facebook e Instagram, le più grandi piattaforme di contenuti al mondo, non producono contenuti propri.


Tutte si basano sulla connessione tra gli utenti e sulla condivisione di beni, informazioni e servizi. È questo il business del presente, un business fatto di persone proprio come il Network Marketing.


Per questo motivo è definito anche Sharing Economy, cioè un modello di economia basato sulla condivisione. In italiano viene tradotto con "economia collaborativa".


Ma la cosa davvero interessante è un'altra: in questa tipologia di attività c'è la possibilità di distribuire i guadagni tra gli utenti.





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